I miei valori: esercizio clinico guidato per la terapia
Un supporto strutturato per aiutare il paziente a esplicitare i propri valori verso sé stesso, la famiglia e gli amici, in seduta e tra le sedute.
Vignette cliniche
Valori personali in un momento di crisi
Quadro clinico. M., 42 anni, si presenta con umore depresso e una sensazione pervasiva di agire «in automatico», senza riconoscere un senso nelle proprie giornate. Il clinico propone l'esercizio strutturato I miei valori, invitandolo a compilare tra una seduta e l'altra le domande relative ai valori verso sé stesso, la famiglia e gli amici. Nella seduta successiva M. porta il foglio scritto a mano: ha identificato la lealtà e la cura di sé come valori centrali, ma nota che nessuna delle sue routine settimanali li rispecchia. Questo riconoscimento apre uno spazio di lavoro concreto sulla discrepanza tra valori dichiarati e comportamenti quotidiani, senza che il terapeuta debba nominarlo in anticipo.
Chiarire le priorità in un conflitto familiare
Quadro clinico. S., 35 anni, riferisce tensioni ricorrenti con il partner e una difficoltà a stabilire confini con la famiglia d'origine. Il clinico introduce l'esercizio proposto nell'articolo, chiedendo a S. di rispondere per iscritto alle domande sui valori verso sé stessa, verso la famiglia e verso gli amici. S. completa l'esercizio in seduta, esitando a lungo sulla sezione dedicata alla famiglia: scrive «rispetto reciproco», poi cancella e riscrive «pace». La sovrapposizione tra i due termini diventa il punto di partenza per esplorare quale bisogno sottostante S. stia cercando di soddisfare nei rapporti familiari.
Il nodo clinico: perché i valori resistono alla sola parola
Chiedere a un paziente «cosa conta davvero per te?» produce spesso risposte generiche, socialmente desiderabili o bloccate dall'emozione del momento. Lavorare sui valori non è intuitivo: la maggior parte dei pazienti non distingue un valore da un obiettivo, da una regola familiare introiettata o da un'aspettativa altrui. In seduta, questa confusione rallenta qualsiasi lavoro di flessibilità psicologica nel modello ACT e rende difficile costruire un piano di cambiamento coerente.
Il secondo ostacolo è la granularità relazionale: un paziente può avere idee molto chiare su cosa vuole per sé, ma non aver mai esplicitato cosa guida il suo comportamento verso i genitori, i figli o gli amici. Queste tre sfere spesso obbediscono a valori diversi, a volte in tensione tra loro, e quella tensione non emerge da sola nel colloquio. È qui che uno strumento strutturato diventa utile.
> Questo esercizio è disponibile per i pazienti attraverso l'applicazione mobile dedicata di SessionFuel: il clinico assegna l'esercizio direttamente dalla piattaforma, e il paziente lo completa sul proprio telefono, in seduta o tra un appuntamento e l'altro.
Usa questa risorsa con i tuoi pazienti
Scheda, esercizi e materiali pronti all'uso, direttamente in SessionFuel.
L'esercizio è costruito attorno a una domanda articolata in tre domini distinti. Il paziente riceve prima una cornice psicoeducativa breve: i valori sono la bussola dello sviluppo personale, e le azioni acquistano pieno significato solo quando sono allineate con essi. Questa premessa non è decorativa: prepara il paziente a uscire dal registro del «dovrei» per entrare in quello del «cosa mi guida davvero».
La domanda invita poi a elencare i propri valori in tre ambiti:
Verso sé stesso: chi voglio essere, cosa voglio incarnare nella mia vita personale
Verso la famiglia: cosa mi guida nel modo in cui mi rapporto ai miei cari
Verso gli amici: quali principi orientano le mie relazioni di amicizia
Questa tripartizione è il vero valore aggiunto dello strumento. Non si tratta di una lista generica, ma di un inventario relazionalmente situato che rende visibili eventuali contraddizioni tra domini, aree di coerenza e zone di nebbia valoriale. Il materiale prodotto è direttamente utilizzabile in seduta, per esempio in collegamento con Il Punto di Scelta: agire secondo i propri valori o con lavori successivi su obiettivi a medio termine.
Nota sull'immagine qui sopra: si tratta di un'anteprima statica della domanda dell'esercizio. L'esperienza guidata completa, con lo spazio per rispondere, le istruzioni rivolte al paziente e la possibilità di usarlo in seduta o tra le sedute, è accessibile unicamente nell'app di SessionFuel.
> À retenir : Un paziente che ha esplicitato i propri valori nei tre domini ha già compiuto un lavoro di differenziazione che molti mesi di colloquio orale non producono con la stessa precisione.
Biblioteca clinica
+600 strumenti clinici
Una biblioteca pensata con e per i clinici, pronta da usare in seduta e da prolungare tra un appuntamento e l'altro.
L'esercizio si presta a momenti precisi del percorso. In fase di valutazione o di formulazione del caso, offre una mappa rapida dei sistemi di significato del paziente, utile prima di avviare un programma come il percorso ACT per la depressione o un lavoro sulle credenze profonde. In fase di stallo terapeutico, quando il paziente fatica a identificare il senso del cambiamento, rileggere insieme i valori dichiarati riattiva la motivazione senza bisogno di pressione diretta.
Per introdurlo, una frase semplice è sufficiente: «Prima della prossima seduta, ti chiedo di completare questo esercizio sui valori. Non è un test, è una mappa: vedremo insieme cosa emerge.» Il debrief in seduta può aprirsi sulle sorprese («c'è qualcosa che non ti aspettavi di scrivere?»), sulle tensioni tra domini o sulle aree rimaste vuote, spesso le più clinicamente significative.
L'elenco dei valori non è un documento definitivo. Va trattato come materiale vivo: rileggibile, aggiornabile, e soprattutto verificabile attraverso il comportamento concreto. Collegarlo a esercizi come I miei assi di progressione o Fissare un obiettivo concreto trasforma una riflessione in un piano. È questa continuità tra esplicitazione e azione che distingue un lavoro sui valori da un semplice esercizio introspettivo.
Applicazione mobile per il paziente
La sua seduta prosegue nelle tasche dei suoi pazienti