Eating Attitudes Test (EAT-26)

L'Eating Attitudes Test, nella sua forma a 26 item (EAT-26), rappresenta uno dei questionari autosomministrati più utilizzati a livello internazionale per…

Eating Attitudes Test (EAT-26)
Domande
26
Durata
8 min
Titolo originale
EAT-26 — Eating Attitudes Test
Adattamento
Eating Attitudes Test (EAT-26)
Autori
Garner, D.M., Olmsted, M.P., Bohr, Y. & Garfinkel, P.E.
Creazione
1982

L'Eating Attitudes Test, nella sua forma a 26 item (EAT-26), rappresenta uno dei questionari autosomministrati più utilizzati a livello internazionale per la valutazione clinica degli atteggiamenti alimentari disfunzionali. Progettato originariamente per identificare i tratti sintomatologici dell'anoressia nervosa e della bulimia nervosa, questo strumento offre al clinico una mappa rapida e rigorosa delle credenze profonde che il paziente sviluppa intorno al cibo, al peso e alle proprie forme corporee.

La versione ufficiale validata in italiano conserva eccellenti proprietà psicometriche, rendendo l'EAT-26 una risorsa indispensabile sia nelle fasi di screening che nell'impostazione e nel monitoraggio della terapia ambulatoriale. Destinato sia a popolazioni cliniche che a campioni non clinici, il questionario agevola il terapeuta nell'esplorare il giudizio automatico radicato nel paziente verso il proprio corpo, rivelando resistenze e schemi disfunzionali altrimenti difesi e occultati.

L'impiego ripetuto del test permette al professionista della salute mentale di misurare le oscillazioni cliniche nel tempo, strutturando il colloquio sui dati quantitativi. Inserire l'EAT-26 in una batteria di valutazione psicodiagnostica di base offre un fondamento solido per orientare in modo oggettivo e tempestivo le decisioni cliniche e gli interventi terapeutici.

Esempio di risultato

Risultato fittizio, calcolato da un insieme di risposte di esempio.

Punteggio globale
24/ 78
Questionario di screening autosomministrato per i disturbi dell'alimentazione (anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da binge eating). Versione breve a 26 item derivata dall'EAT-40 originale. Misura la frequenza di atteggiamenti, pensieri e comportamenti caratteristici dei disturbi dell'alimentazione attraverso tre dimensioni: dieta/restrizione alimentare, bulimia e preoccupazione per il cibo, e controllo orale. Utilizzabile a partire dall'adolescenza (dai 13 anni in su) e negli adulti, sia in popolazioni cliniche sia non cliniche. Funge da strumento di screening: un punteggio elevato non stabilisce una diagnosi, ma indica la necessità di una valutazione clinica approfondita.
généralefemmine · studentesse · Canada · n = 140 · 1982 · Garner et al. (1982)
078
24
M = 9.9 ± 9.2
généralefemmine · campione comunitario · Stati Uniti · n = 675 · 1988 · Rosen et al. (1988)
078
24
M = 11.9 ± 10.8
généralemaschi · campione comunitario · Stati Uniti · n = 698 · 1988 · Rosen et al. (1988)
078
24
M = 5.2 ± 5.3
cliniquefemmine · patologia: anoressia nervosa · Canada · n = 160 · 1982 · Garner et al. (1982)
078
24
M = 36.1 ± 17
A titolo informativo
Cut-off≥ 20range clinico / probabile disturbo del comportamento alimentare
Il rispondente presenta maggiori preoccupazioni alimentari rispetto all'86 percentile delle femmine sane, collocandosi al di sopra del cutoff clinico.
Garner et al. (1982)
Scoring
Somma (punteggio asimmetrico: 3-2-1-0-0-0), punteggio totale da 0 a 78, ciascun item è valutato su una scala a 6 punti (da 0 a 3).
Dieta / restrizione alimentare
18/ 39
Valuta i comportamenti e le preoccupazioni correlati all'evitamento dei cibi ipercalorici e alla ricerca della magrezza.
item 1, 6, 7, 10, 11, 12, 14, 16, 17, 22, 23, 24, 26
généralefemmine · studentesse · Canada · n = 140 · 1982 · Garner et al. (1982)
039
18
M = 7.1 ± 7.2
généralefemmine · campione comunitario · Stati Uniti · n = 675 · 1988 · Rosen et al. (1988)
039
18
M = 7.9 ± 8
généralemaschi · campione comunitario · Stati Uniti · n = 698 · 1988 · Rosen et al. (1988)
039
18
M = 2.8 ± 3.5
cliniquefemmine · patologia: anoressia nervosa · Canada · n = 160 · 1982 · Garner et al. (1982)
039
18
M = 19.9 ± 10.9
Bulimia e preoccupazione per il cibo
4/ 18
Misura i pensieri relativi al cibo, gli episodi di abbuffata e le condotte di eliminazione associate.
item 3, 4, 9, 18, 21, 25
généralefemmine · studentesse · Canada · n = 140 · 1982 · Garner et al. (1982)
018
4
M = 1 ± 2.1
généralefemmine · campione comunitario · Stati Uniti · n = 675 · 1988 · Rosen et al. (1988)
018
4
M = 1.4 ± 2.6
généralemaschi · campione comunitario · Stati Uniti · n = 698 · 1988 · Rosen et al. (1988)
018
4
M = 0.6 ± 1.6
cliniquefemmine · patologia: anoressia nervosa · Canada · n = 160 · 1982 · Garner et al. (1982)
018
4
M = 8 ± 5.2
Controllo orale
2/ 21
Valuta l'autocontrollo nei confronti del cibo e la pressione sociale percepita ad aumentare di peso.
item 2, 5, 8, 13, 15, 19, 20
généralefemmine · studentesse · Canada · n = 140 · 1982 · Garner et al. (1982)
021
2
M = 1.9 ± 2.1
généralefemmine · campione comunitario · Stati Uniti · n = 675 · 1988 · Rosen et al. (1988)
021
2
M = 2.6 ± 2.9
généralemaschi · campione comunitario · Stati Uniti · n = 698 · 1988 · Rosen et al. (1988)
021
2
M = 1.8 ± 2.3
cliniquefemmine · patologia: anoressia nervosa · Canada · n = 160 · 1982 · Garner et al. (1982)
021
2
M = 8.3 ± 5.8

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Cosa misura il test

L'EAT-26 non si limita al tracciamento della sintomatologia restrittiva, ma scompone l'atteggiamento patologico verso l'alimentazione esplorando le regole inflessibili del paziente. I costrutti esplorati dal questionario si articolano in tre dimensioni principali:

  • Restrizione alimentare: la forte spinta psicologica a limitare l'assunzione energetica, focalizzata sull'evitamento fobico di grassi e carboidrati, che sostiene la ricerca egosintonica della magrezza.
  • Bulimia e discontrollo: l'invadenza dei pensieri legati all'assunzione di nutrienti, accompagnata da episodi di fame insaziabile e dall'attivazione di cicli di evitamento, verifica e controllo attraverso il vomito o altre strategie di svuotamento.
  • Controllo orale: l'applicazione di norme restrittive eterodirette e la resistenza alle pressioni sociali, dominate da un rigido bisogno di controllo sulla pulsione biologica della fame.
  • Dismorfismo corporeo: la fobia specifica relativa all'accumulo di adipe e la distorsione percettiva del peso corporeo, che sfociano frequentemente in una pervasiva svalutazione di sé.

Il questionario è destinato all'assessment strutturato di adolescenti e adulti, impiegabile proficuamente in setting di clinica specialistica o di medicina preventiva territoriale.

Quando e perché usarlo

L'EAT-26 si rivela uno strumento clinico versatile e fondamentale per oggettivare le abitudini nutrizionali del paziente all'interno di diverse fasi del percorso terapeutico.

  • Valutazione al triage clinico: per favorire la rapida emersione di quadri alimentari ad alto rischio, isolando la gravità del disordine in un dato numerico chiaro fin dall'inizio.
  • Supporto al monitoraggio in itinere: per quantificare l'eventuale allentamento della rigidità psicologica, orientando il passo successivo del cambiamento comportamentale concordato col paziente.
  • Diagnosi differenziale e comorbidità: per agevolare l'esplorazione di tematiche restrittive parassite celate all'interno di presentazioni dominate da depressione clinica o grave ritiro sociale.
  • Prevenzione secondaria: per offrire un ancoraggio oggettivo atto a mappare l'origine delle credenze legate alla magrezza in programmi di screening presso consultori o centri giovanili.

L'adozione di un punteggio standardizzato tutela l'assessment clinico dalle normalizzazioni difensive, garantendo al professionista un indicatore affidabile per giustificare gli invii multidisciplinari.

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Le domande

  1. Si prega di barrare la casella che meglio corrisponde alla sua situazione attuale per ciascuna delle seguenti affermazioni. Risponda a tutte le domande con sincerità.
    1. Sono terrorizzato/a all'idea di essere troppo grasso/a.
    Indaga l'angoscia radicata e irrazionale associata al rischio di aumentare di peso.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  2. 2. Evito di mangiare quando ho fame.
    Valuta la tendenza clinica a sopprimere volontariamente i segnali fisiologici della fame.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  3. 3. Sono preoccupato/a per il cibo.
    Misura l'intrusività e la pervasività dei pensieri legati al cibo nella mente del paziente.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  4. 4. Ho avuto delle abbuffate durante le quali ho avuto la sensazione di non riuscire a smettere di mangiare.
    Esplora la presenza soggettiva di episodi di perdita di controllo e voracità durante i pasti.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  5. 5. Taglio il cibo in piccoli pezzi.
    Indaga l'insorgenza di comportamenti ritualistici e minuziosi eseguiti durante l'ingestione.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  6. 6. Faccio attenzione al valore energetico (calorie) dei cibi che mangio.
    Rileva l'attenzione ipervigilante e ansiosa rivolta unicamente al carico energetico della pietanza.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  7. 7. Evito in particolare i cibi ad alto contenuto di carboidrati (ad es. pane, riso, patate, ecc.).
    Valuta l'evitamento selettivo e categorico di specifici macro-nutrienti considerati fonte di ingrassamento.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  8. 8. Ho l'impressione che gli altri preferirebbero che mangiassi di più.
    Esplora il senso di isolamento o costrizione generato dalle aspettative altrui sui propri pasti.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  9. 9. Vomito dopo aver mangiato.
    Verifica la presenza e l'adozione deliberata di condotte di eliminazione autoindotte come il vomito.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  10. 10. Mi sento estremamente in colpa dopo aver mangiato.
    Misura la risonanza emotiva negativa e il marcato senso di colpa scatenati dall'atto del nutrirsi.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  11. 11. Sono preoccupato/a dal desiderio di essere più magro/a.
    Indaga la pervasiva spinta egosintonica, spesso vissuta come tormentosa, a raggiungere volumi corporei inferiori.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  12. 12. Quando faccio sport, penso di bruciare calorie.
    Valuta il ricorso sistematico all'esercizio fisico vissuto non come svago, ma come strategia compensatoria.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  13. 13. Gli altri mi trovano troppo magro/a.
    Esplora il divario clinico tra le restituzioni oggettive della rete sociale e la percezione interiore del paziente.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  14. 14. Sono preoccupato/a all'idea di avere grasso sul corpo.
    Misura la componente fobica specifica rivolta unicamente all'accumulo di adipe nei tessuti corporei.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  15. 15. Impiego più tempo degli altri a mangiare i miei pasti.
    Indaga il rallentamento motorio e la dilatazione dei tempi del pasto come strategia per modulare l'ansia da ingestione.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  16. 16. Evito i cibi che contengono zucchero.
    Rileva l'evitamento categorico e inflessibile verso gli alimenti percepiti come eccessivamente calorici o vietati.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  17. 17. Mangio cibi dietetici.
    Valuta il ricorso rassicurante e difensivo al consumo esclusivo di prodotti dietetici.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  18. 18. Ho l'impressione che il cibo controlli la mia vita.
    Esplora la sottomissione psicologica del paziente di fronte a dinamiche alimentari vissute come totalizzanti.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  19. 19. Mi controllo per quanto riguarda il cibo.
    Indaga il rinforzo psicologico secondario ottenuto nell'esercitare una ferrea sovranità sugli impulsi corporei naturali.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  20. 20. Sento che gli altri mi spingono a mangiare.
    Misura la conflittualità relazionale e il senso di costrizione provati quando l'ambiente esterno incita ad alimentarsi.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  21. 21. Dedico troppo tempo e troppi pensieri al cibo.
    Valuta l'eccessivo ingombro cognitivo generato dalla cronica pianificazione della propria dieta.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  22. 22. Mi sento a disagio dopo aver mangiato dolci.
    Esplora lo spettro d'angoscia o di grave disagio somatico che scaturisce dopo aver consumato zuccheri.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  23. 23. Mi impongo di seguire delle diete.
    Rileva la compulsione nell'adottare, pianificare e reiterare specifici programmi di deficit calorico autoimposti.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  24. 24. Mi piace avere lo stomaco vuoto.
    Indaga la sicurezza emotiva e il paradossale conforto psicofisico ricavati dalla prolungata sensazione di vacuità gastrica.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  25. 25. Ho voglia di vomitare dopo i pasti.
    Misura l'innesco di condotte emetiche impulsive immediate in risposta al senso di colpa conseguente al pasto.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
  26. 26. Mi piace provare nuovi piatti ricchi di calorie.
    Esplora l'apertura mentale e il residuo grado di flessibilità del paziente nell'affrontare varianti gastronomiche non programmate.
    • Sempre
    • Molto spesso
    • Spesso
    • Qualche volta
    • Raramente
    • Mai
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