Inventario delle attività correnti: uno strumento per il clinico
Aiuta il paziente a mappare il tempo investito nelle proprie attività e a valutare cosa aumentare o diminuire nel percorso.
Vignette cliniche
Mappare il tempo per ritrovare priorità
Contesto. M., 42 anni, si presenta con un quadro di esaurimento cronico e difficoltà a identificare quali aspetti della propria routine contribuiscano al malessere. Il clinico propone l'inventario delle attività correnti: M. elenca le proprie attività quotidiane ordinandole per tempo impiegato e annota accanto a ciascuna se vorrebbe aumentarla o ridurla. Dalla compilazione emerge che il lavoro straordinario occupa la fascia oraria più ampia e viene immediatamente segnalato come da diminuire, mentre l'attività fisica risulta ultima in elenco con una nota esplicita di aumento. Questo materiale offre al clinico un punto di partenza concreto per esplorare gli ostacoli che impediscono a M. di redistribuire il proprio tempo.
Attività e umore in un quadro depressivo
Contesto. L., 35 anni, in trattamento per un episodio depressivo moderato, riferisce di trascorrere le giornate in modo caotico, senza riuscire a riconoscere un filo conduttore. Il clinico introduce l'esercizio dell'inventario: L. viene guidato a elencare le attività che occupano il suo tempo, a ordinarle e a valutare per ciascuna un possibile aggiustamento. L. nota con sorpresa che le ore dedicate al consumo passivo di contenuti digitali superano di gran lunga quelle riservate ai contatti sociali, attività che aveva segnato come da aumentare. Il confronto tra i due elenchi diventa materiale di lavoro per le sedute successive, orientando insieme al clinico piccoli cambiamenti graduali e verificabili.
Il bisogno clinico: quando il paziente non vede più cosa fa del suo tempo
In molti percorsi clinici, il monitoraggio delle attività rappresenta una fase cruciale eppure spesso scivolosa. Che si lavori su un quadro depressivo, un esaurimento cronico, o una difficoltà di regolazione, i pazienti faticano a ricostruire con precisione cosa occupa davvero le loro giornate. Non si tratta di mancanza di consapevolezza in senso ampio: è piuttosto che il carico percepito e il tempo effettivamente investito raramente coincidono.
In seduta, chiedere verbalmente "come passi il tuo tempo?" produce spesso risposte vaghe, influenzate dall'umore del momento o da una narrativa consolidata. L'inventario strutturato risponde a questo limite preciso: porta il paziente a operare una ricognizione concreta e ordinata delle azioni che compongono la sua vita attuale, e a esprimere su ciascuna un giudizio semplice ma clinicamente ricco: aumentare o diminuire.
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L'esercizio è costruito attorno a una singola domanda strutturata, volutamente ampia. Il paziente è invitato a elencare tutte le azioni che occupano il suo tempo in questo momento, a ordinarle dalla più alla meno presente nella sua settimana, e a indicare per ciascuna se vorrebbe dedicarvi più o meno spazio.
Questa struttura triplice, in un unico gesto, attiva tre processi distinti: l'inventario (cosa faccio), la gerarchizzazione per peso temporale (quanto lo faccio), e la valutazione soggettiva di desiderabilità (voglio farne di più o di meno). Il risultato è una mappa delle attività correnti che rende visibili sia gli squilibri quantitativi sia le tensioni tra ciò che il paziente fa e ciò che vorrebbe fare.
L'immagine qui sotto elenca la domanda dell'esercizio con una breve introduzione orientativa. Quella che vedete è una anteprima statica della domanda: l'esercizio completo, con lo spazio dedicato alle risposte, le istruzioni rivolte al paziente e le modalità di utilizzo in seduta o tra le sedute, si svolge nell'applicazione, non in questa immagine.
![Anteprima delle domande dell'esercizio Inventario attuale]
> Questo esercizio è disponibile per i pazienti tramite l'applicazione patient di SessionFuel, l'interfaccia mobile dedicata ai pazienti dei clinici che utilizzano SessionFuel: il clinico assegna l'esercizio al proprio paziente, che lo completa direttamente dal telefono, durante la seduta o nel periodo tra una seduta e l'altra.
> À retenir : Un inventario delle attività ordinato per tempo trascorso e valutato in termini di aumento/diminuzione offre al clinico un punto di partenza concreto per il lavoro sull'attivazione comportamentale e sulla riorganizzazione dell'agenda di vita del paziente.
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Questo strumento si inserisce naturalmente nelle fasi iniziali o di rivalutazione di un percorso, quando si tratta di stabilire una linea di base comportamentale. È particolarmente indicato con pazienti che presentano sintomi depressivi, sensazione di stagnazione, o che descrivono le loro giornate come "sempre uguali" senza riuscire ad articolarne il contenuto.
Può essere proposto come compito da completare tra una seduta e l'altra, con la consegna di prendersi il tempo necessario senza fretta. Nei contesti in cui il paziente fatica con i compiti a casa, può essere avviato direttamente in seduta, guidandolo nelle prime voci dell'elenco.
Il debriefing è il momento clinicamente più ricco. Rileggere insieme l'inventario permette di identificare le attività sovra-rappresentate ma indesiderate, quelle assenti ma desiderate, e di aprire una conversazione su cosa ostacola il cambiamento. La domanda "aumentare o diminuire" diventa spesso il punto di ingresso per esplorare valori, ambivalenza e priorità, senza che il clinico debba forzare nessuna di queste direzioni.
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La semplicità formale di questo esercizio lo rende utilizzabile in orientamenti teorici diversi. Può servire da base per la pianificazione di attività in un protocollo di attivazione comportamentale, come strumento esplorativo in un lavoro di tipo sistemico, o come punto di partenza per una riflessione sui valori in un contesto ACT. Il dato grezzo prodotto dal paziente è sempre clinicamente utilizzabile, qualunque sia la cornice del clinico.
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