Visualizzazione guidata: lavorare con le figure interiori
Un audio di visualizzazione per aiutare il paziente a entrare in contatto con le proprie risorse interiori, in seduta e tra le sessioni terapeutiche.
Vignette cliniche
Visualizzazione in seduta con paziente ansioso
Contesto. M., 38 anni, presenta un disturbo d'ansia generalizzata con marcata difficoltà a tollerare l'incertezza e scarso accesso alle proprie risorse personali. Il clinico propone l'ascolto guidato dell'audio Mes guides intérieurs durante la seduta, invitando il paziente a seguire la visualizzazione con gli occhi chiusi. M. fatica inizialmente a lasciarsi andare all'esperienza, ma nel corso dei minuti centrali riferisce di aver incontrato un'immagine interiore percepita come calma e stabile. A fine seduta il clinico esplora con lui il significato soggettivo di quella figura, aprendo un lavoro sulle risorse simboliche già presenti.
Uso autonomo tra le sessioni
Contesto. L., 45 anni, è seguita per un episodio depressivo di media entità con bassa autoefficacia percepita. Dopo aver sperimentato l'audio in seduta, la terapeuta le propone di riascoltarlo autonomamente due o tre volte nella settimana, annotando brevemente le immagini o le sensazioni che emergono. Alla sessione successiva L. porta un breve diario con alcune note: riferisce di aver ritrovato un senso di familiarità con una figura interiore percepita come benevola. La terapeuta accoglie il materiale senza interpretarlo prematuramente, utilizzandolo come punto di partenza per esplorare le credenze di L. su di sé.
Il bisogno clinico: quando le risorse interne restano invisibili
Uno degli ostacoli più frequenti nei percorsi terapeutici è la difficoltà del paziente a riconoscersi come portatore di risorse proprie. Spiegare verbalmente l'idea che esistano parti di sé più sagge, più accoglienti o più coraggiose incontra spesso una resistenza silenziosa: il paziente annuisce, ma quella conoscenza rimane astratta. Non basta nominare il concetto. La nozione di guida interiore presuppone un lavoro esperienziale: occorre che il paziente abbia un'esperienza diretta di accesso a quelle figure, non solo una comprensione intellettuale.
> À retenir : Proporre un audio di visualizzazione sulle figure interiori non è un esercizio di immaginazione fine a sé stesso: è un modo per rendere accessibile sensorialmente ciò che la ristrutturazione cognitiva raggiunge solo parzialmente.
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I miei guide interiori è un audio di visualizzazione guidata che conduce il paziente in un viaggio immaginario verso l'incontro con le proprie figure interiori di riferimento. Attraverso la guida sonora, il paziente viene accompagnato a creare uno spazio interiore sicuro e a lasciare emergere le rappresentazioni delle proprie risorse interne: figure che incarnano qualità come la saggezza, la calma o la benevolenza verso sé stessi.
Il formato audio ha un vantaggio pratico concreto: il paziente può viverlo in seduta, con il clinico presente a contenere l'esperienza, oppure riascoltarlo in autonomia tra gli appuntamenti. Questo lo distingue da un semplice esercizio guidato verbalmente, perché garantisce continuità e riproducibilità senza richiedere la mediazione diretta del terapeuta ogni volta.
> Questa risorsa è disponibile per i pazienti tramite l'application patient di SessionFuel: il clinico la assegna direttamente dal proprio account, e il paziente la completa sul proprio telefono, sia durante la seduta che tra un appuntamento e l'altro.
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Il momento più adatto è quando il lavoro terapeutico è già avanzato abbastanza da permettere al paziente di tollerare un'esperienza introspettiva senza esserne sopraffatto. Non si tratta di una risorsa da proporre nelle primissime sessioni, salvo che il paziente non abbia già familiarità con pratiche meditative o di ancoraggio al momento presente.
Per introdurla, si può dire al paziente qualcosa di semplice: che esistono parti di lui che già conosce qualcosa che lui stesso sta ancora cercando, e che questo audio è un modo per incontrarle. In seduta, si lascia ascoltare la traccia e poi si debriefa: cosa è emerso, quale figura è apparsa, cosa ha comunicato. Le immagini e le metafore che il paziente riporta diventano materiale clinico prezioso per le sessioni successive, soprattutto se si sta lavorando su credenze nucleari o su percorsi biografici di formazione delle credenze.
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